Villa Fabbricotti si illumina nella Notte di Modigliani

Grande successo di pubblico per “la notte di Modigliani” a Villa Fabbricotti, con ha di poco sfiorato le 600 presenze paganti.

Una serata di cultura, arte e grande emozione che l’associazione Reset ha voluto fortemente dedicare alla memoria del mai troppo compianto Giuseppe “Pino” Vitiello, che, nel suo breve ma intenso mandato come consigliere comunale, è riuscito a contribuire a sviluppi futuri di questo stesso evento.

Ad accogliere gli spettatori, che percorrevano il viale d’ingresso, l’esedra della Villa appositamente illuminata, grazie ai nostri volontari, per mettere in evidenza il busto bronzeo raffigurante Dedo (opera di Vitaliano De Angelis) e alcune riproduzioni ad olio di opere di Modigliani (per gentile concessione del signor Dario Petrucci).

Esedra Villa Fabbricotti illuminata

Sin dalle 20.30 tantissimi cittadini si sono avvicendati a vedere i tre quadri, due Modigliani e un Fattori, esposti nell’androne della Biblioteca Labronica, con lo stesso dottor Pepi che rispondeva, di volta in volta alle loro domande.

Photo cortesy of Simone Lanari

Photo cortesy of Simone Lanari

Alle 21.30 l’intervento dell’assessore alla cultura del Comune Serafino Fasulo che annunciava, tra le altre cose, l’ormai prossimo approdo di parte della collezione Pepi nei Granai di Villa Mimbelli.

Toccava quindi il Presidente di Reset Pino Pera che introduceva la figura di Carlo Pepi definendolo “Don Chisciotte dell’Arte“.

Nel 1984 per il centenario della nascita di Modì Livorno tirò un brutto scherzo a sedicenti critici d’arte, che avevano troppo frettolosamente battezzato quelle pietre come opera di Dedo… praticamente tutti tranne appunto Carlo Pepi!

Nella sua vita da “grillo parlante” Pepi ha fronteggiato e smascherato innumerevoli falsari d’arte e galleristi senza scrupoli che hanno tratto, con la truffa, incredibili profitti, basta citare il caso ecclantante di Christian Parisot, direttore a lungo degli “Archives Legales” (a lui affidati da Jeanne Modigliani) e spudorato autore di tante croste da lui stesso attribuite al maestro.

Carlo PepiMolto attesa la “lectio magistralis” del dottor Pepi che ha fatto un excursus della storia della pittura, partendo dai macchiaioli attraverso la fase di “superamento del vero” di Giovanni Fattori (testimoniata dal quadretto esposto), un’opera anticipatrice dei tempi che consentiva, nella Livorno patria dei Macchiaioli, l’emergere di un talento e di un estro rivoluzionario quale quello di Amedeo Modigliani.

A chiusura la proiezione di “I Colori dell’anima (Modigliani)“, che al di là di qualche invenzione e/o imprecisione di troppo nella trama, ha avuto il merito di restituirci la figura di un gigante su quel palcoscenico parigino calcato dai più grandi artisti del Secolo Breve (da Chagall a Picasso, da Rivera a Cocteau), al di là della sua fragilità e della sua vita troppo breve e travagliata.

Come ha avuto modo di dire il nostro Nicola Stefanini, curatore di questa iniziativa “stasera è andato il scena il nostro DNA”.

Nel 2014 ricorreva il trentennale della beffa: crediamo che sia giunto il tempo perché Livorno faccia finalmente pace con uno dei suoi figli più celebri e come associazione lavoreremo affinché il 2020, nel centenario della morte di Dedo la sua città natale sappia omaggiarlo come merita.


 

Parte degli incassi della serata andranno a sostenere due piccoli ma significativi progetti, che Reset Livorno intende sottoporre al Comune di Livorno, per rendere permanente l’illuminazione dell’esedra della Villa Fabbricotti e per abbattere una barriera architettonica all’ingresso della Biblioteca Labronica.

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